monica BISOGNO

     
home opere pensieri critica mostre pubblicazioni biografia contatti Giancarlo Bonomo
     

media

contenuti extra

       
                 

CARDIOIDS - forme sottili oltre il pensiero

il preludio dei cuori pulsanti

 

In principio vi fu il Vuoto del Nulla, il silenzio attivo del senza tempo nello spazio infinito del quinto elemento. Poi scaturì un suono, una vibrazione di energia dapprima semplice, poi complessa, simile ad una Folgore irrappresentabile di potenza assoluta. E l'Universo cosciente ebbe origine. Per Legge di corrispondenza cosmica (come in Alto, così in Basso), nel microcosmo di ognuno di noi è presente una pulsione creativa che si avvale di facoltà senzienti oppure inconsce. Lo sanno bene gli artisti, anime creatrici per eccellenza. La mente umana – attraverso un attento processo di 'gnosis' – può immaginare, intuire, generare e rappresentare infinite idee, forme, dimensioni. Ognuno di noi possiede dentro il soffio della Genesi. Ciò che nella Donna Madre di vita (la matrix nella sua totalità) è naturale, nell'artista va scoperto ed indagato con osservazione e metodo. Il risultato è la meraviglia dell'opera compiuta con atto di volontà e criterio che concilia ragione e passione. Essa ci conduce dentro la Vita autentica, preziosa ed invisibile, laddove ogni segreta Cosa ha senso ed incommensurabile valore.

 

 

la premessa

 

Nella nostra umana presunzione, spesso riteniamo di conoscerci in misura adeguata e di essere preparati ad affrontare le sfide della realtà. Ci sentiamo 'maturi', 'realizzati', magari per il raggiunto prestigio di una condizione sociale o il consenso che molti riconoscono alle nostre capacità. Attraverso l'elaborazione del linguaggio connesso all'evoluzione della specie, abbiamo maturato straordinarie capacità sinaptiche di analisi, collegamento e memorizzazione dei dati acquisiti con l'osservazione e la sperimentazione. In qualche modo ci siamo spinti a considerarci padroni della nostra mente, delle nostre azioni. La progressione delle scienze e la creazione di nuove tecnologie ci ha fatto vivere per molto tempo l'ebrezza onnipotente della conquista illimitata di ogni cosa, di ogni fenomeno. Oggi, però, questo incantesimo pare essersi spezzato. Ci stiamo accorgendo di aver vissuto nell'illusione, sotto una luce malata che ci ha abbagliato al punto da renderci ciechi nei confronti di una realtà ben poco protettiva e rassicurante. Ci siamo scoperti totalmente scollegati dalla nostra Essenza primigenia. Mente e Cuore non convergono più. La disgregazione dei valori collettivi che consideravamo fondanti ed incorruttibili, l'allontanamento dai meravigliosi processi di una Natura un tempo amica, hanno riportato bruscamente l'attenzione al centro della nostra dimensione più intima. In questa notte buia che forse precede un'alba nuova, improvvisamente si fanno strada interrogativi inquietanti: cos'è davvero importante? Essere, avere o rappresentarsi agli altri nel modo più conveniente? Il nostro cervello – secondo le moderne ricerche delle neuroscienze – è più complesso di un sistema solare o di una galassia e conosciamo forse il 5% delle sue facoltà fisiche e metafisiche. Abbiamo dentro un cielo di stelle (non a caso, alcune cellule del sistema nervoso centrale, gli astrociti, sono a forma di stella) e in noi ci sono dimensioni che ignoriamo totalmente. La fisica quantistica – che ha operato una rivoluzione copernicana nell'indagine dimensionale del reale non-reale – ritiene che il 95% della materia è invisibile. Un'analogia che fa riflettere sulle nostre conoscenze. Il mondo psichico è avvolto prevalentemente da un'oscurità inquietante, difficilmente penetrabile. Essa si chiama Inconscio, ed è (assieme all'Io) l'altra parte di quella doppia soggettività che è argomento dell'analisi psicanalitica. Nell'Inconscio è custodita la Verità dell'esistenza che quasi mai coincide con la vita ordinaria e le sue illusioni. Siamo davvero padroni nella Casa della nostra Anima? Crediamo di possedere e controllare straordinarie facoltà cognitive e creative... ma cosa c'è davvero dentro ognuno di noi?

 

 

tra razionale e "irrazionale"

 

Un tempo, i critici dell'arte fautori dell'estetica idealista non consideravano gli aspetti 'collaterali' dell'analisi iconografica, come l'indagine delle dimensioni psichiche o le implicazioni emozionali. Inoltre, parole come 'esoterismo' o 'spiritualismo' non esistevano nella terminologia dello storico. Le ricognizioni critiche erano perlopiù rivolte alla verifica dei canoni tradizionali della rappresentazione, al rispetto delle regole compositive inerenti le proporzioni, i modelli ed i dogmi estetici consolidati. Ma, ad un certo punto della storia, l'irruzione del simbolismo e dell'elemento irrazionale nelle avanguardie, spezza completamente questa tendenza. Vengono allora considerati aspetti non convenzionali, interpretazioni trasversali. Le annotazioni dei referti centrano non l'apparente manifesto bensì ciò che sta 'dietro l'immagine', non le implicazioni oggettivamente filosofiche ma quelle personali collegate ad una complessa soggettività. Le rivoluzioni di uomini di pensiero elevato quali Schopenhauer (già 'educatore' di Nietzsche) e soprattutto Freud, influenzano profondamente le arti del novecento. L'irrazionale (inteso come razionale non ancora conosciuto) nell'arte apre dunque nuovi orizzonti interpretativi e pare concertarsi opportunamente con l'indagine psichica e psicologica. Il simbolo viene analizzato nell'aspetto evocativo di verità 'cristallizzata' e quale anello di congiunzione tra Spirito e Materia. La lettura diviene non più circoscritta ma multidimensionale, con quello sviluppo verticale che si determina quale elemento integrante di complementarietà. La critica contemporanea può così ammettere le dottrine della mente (quali lo strutturalismo della psicologia sperimentale oppure la noologia, dal greco nous = Intelletto cosmico) e, con l'ausilio di questi strumenti, può rivelare quegli aspetti inediti un tempo esclusi da qualsiasi trattazione sia iconografica che iconologica. Questo, a beneficio di una valutazione finale che potrà essere così più esaustiva e centrata sui significati ultimi di tutto un percorso iconografico.

 

 

genesi: le geometrie dolci

 

Monica Bisogno è una ricercatrice attenta e preparata, un'archeologa della sua Essenza che vuol portare alla luce tesori, reperti nascosti nella psiche, reminiscenze ancestrali e concezioni animiche inespresse. Ella è artista di volumi e forme dinamiche intimamente connesse al mistero della propria genesi. E' coinvolta nel profondo in qualcosa che la sua anima avverte distintamente e che le parole del linguaggio convenzionale non potrebbero esprimere appieno. Inizia un percorso quasi meditativo di esplorazione libera, svincolata dai canoni del reale manifesto. Non vi è ragionamento organizzato in via preliminare o la coazione imposta dal pensiero, ma tuttavia nulla è lasciato al caso. Forme levigate, leggere e prive di spigoli, fluttuano con assoluta naturalezza in uno spazio indistinto che le accoglie, come in un gioco di sospensioni. Il tratto, deciso ed affermato, vuol restituire anzitutto la consistente concretezza delle masse ed il continuo sussulto di contrazione ed espansione delle stesse. Nella fase realizzativa la Bisogno vuol rendere tangibile il suo indefinito sentire. La concretezza prende il posto dell'astrazione. C'è presenza e non assenza. La materia è viva, vitale e pulsante. La metafisica, il simbolico, saranno semmai evocati nella fase interpretativa, quando tutto sarà stato eseguito con assenza di premeditazione. Nei tre regni della Natura Madre si sviluppano forme diverse in tempi e spazi diversi, ma il codice evolutivo pare essere il medesimo. Tutto in uno ed uno nel Tutto. Appaiono ricercate forme ovoidali, cardioidi, ripiegamenti curvilinei, cavità, petali, cuspidi dolci ed appendici. Esse richiamano feti nella pienezza miracolosa della formazione, cuori, fiori e frutti in crescita. Una sacra genesi in continua espansione dove la Natura mostra l'Energia migliore di se stessa attraverso una potenza inarrestabile e meravigliosa che coinvolge in una commozione tutta di Cuore.

 

 

i "paesaggi sotto cutanei"

 

Dall'origine inizia un processo di formazione. L'esame della pura visibilità ci rimanda l'idea di espressioni assolutamente libere e sconfinate. Nelle composizioni della Bisogno non c'è l'ossessione di riferirsi ad un realismo immediatamente riscontrabile. L'artista non teme e non ricerca il confronto con il possibile, il convenzionale. Tutte le forme nel divenire sono regolate da un codice logico-matematico (i numeri eterni) che crea sviluppo, espansione, trasformazione. Nulla si distrugge perché tutto è vita, anche l'inorganico. Paracelso, medico ed alchimista svizzero, sosteneva che vi sono Principi, Elementi e 'Spiriti delle Cose' che animano la materia, ma non ci sono miracoli inspiegabili. In qualche modo fu un fisico quantistico ante litteram, oltre che precursore della moderna omeopatia ('similia similibus curantur'). Tutto rientra nella legge della Ragione universale in qualsiasi piano di coscienza, fino al regno atomico dell'inifinitamente piccolo delle forme dove, nell'eterno movimento, materia ed energia coincidono. La Bisogno riprende questo assioma recuperando il Principio delle Cose aldilà del riconoscibile e del conclamato. Crea un mondo suo, un parallelo di microcosmi che paiono paesaggi sottocutanei dove tutto pulsa, cresce e si trasforma. Siamo ologrammi dell'universo ed ogni parte di noi contiene il codice essenziale, il Dna del progetto cosmico, sia nella materia organica pesante che in quella sottile dei corpi mentali e di luce. La liberazione di un sentimento di appartenenza al Principio fa scaturire nel suo animo un qualcosa che, senza l'arte figurativa, sarebbe rimasto nascosto nei meandri dell'Inconscio quale dimensione misteriosa ed oscura. Ella cerca di far luce nel Buio di se stessa con la temerarietà febbrile di uno spirito ardito e determinato. E qui la sua arte compie un prodigio. L'arte che apre le porte all'inatteso, alla meraviglia della scoperta e, in ultima analisi, al confronto con la complessità di un'anima che si rivela nella piena tensione dell'atto creativo.

 

 

cromie ed armonie

 

L'artista si definisce tale non solo in virtù di uno spiccato slancio espressivo, ma anche per una peculiare sensibilità estetica nei confronti del dato oggettivo. La realtà si presenta attraverso una moltitudine di forme e colori negli spazi disegnati dalla luce. Compito dell'artista è dunque armonizzare l'insieme, realizzare un corpus omogeneo privo di fratture e asimmetrie che disturbano e turbano lo sguardo. Nelle composizioni della Bisogno, l'occhio corre lungo le linee arrotondate dei contorni e ripercorre le campiture perfette e definite senza traumi visuali. Le strutture labirintiche restituiscono la percezione di una complessità di elementi (sovente difformi per proporzioni e cromie) che l'artista ha saputo mantenere coesi fra loro. L'utilizzo dei contrasti chiaroscurali conferisce all'insieme quegli effetti dimensionali di volume e prospettiva spaziale di intensa suggestione emozionale. Realizzazioni senz'altro pregevoli che regalano nuovo stupore nell'evocazione di un mistero in cui la razionalità – priva dei riferimenti consueti del quotidiano – stenta a ritrovarsi. Ma l'Intelligenza non si rivela solo nel riconoscibile ma anche in quelle infinite ragioni che Leonardo definiva 'non in esperienza'. Del resto le forme e le dimensioni della materia sono in fase di studio dalla fisica moderna in continua sperimentazione. C'è molto di più di quello che l'occhio vuol far credere. E nulla è come sembra nell'apparenza.

 

 

nosce te ipsum

 

Siamo materia vivente organizzata attraverso sistemi comunicanti in continua cooperazione fra loro. Sistemi che non contemplano separazione ma unione. E' impensabile che una cellula o un organo non interagiscano a beneficio del sistema complessivo. Le neuroscienze hanno dimostrato questa tesi con sperimentazioni molto convincenti. La struttura cerebrale dei doppi emisferi (opposti ma in continua interazione) opera attraverso una rete divisa per aree simile ad una galassia attiva e comunicante in ogni singolo elemento. Possiamo analogamente ritenere che l'Anima sia materia sottile e invisibile e, come tale, crei attraverso il pensiero delle forme che la mente registra e proietta. Come l'osservazione anatomica ci consente di conoscere la meraviglia del nostro organismo nel funzionamento più perfetto fino alle funzioni del sistema limbico, così un lavoro di introspezione può consentire di far emergere dal profondo le forme invisibili che potremmo definire forme-pensiero strutturate, fantasmi dell'inconscio, desideri rimossi, inquietudini. E' forse questa l'intuizione fondamentale della Bisogno. Per lei l'arte diviene veicolo, strumento di canalizzazione e catarsi dell'inaspettato, di quell'imponderabile che trova nelle profondità dell'animo il campo di indagine. Ecco perché, nelle sue annotazioni, ella afferma che 'un quadro non è solo tela e colori: è percorso'. Un percorso da affrontare con coraggio, con quello spirito forse eroico che rende gli artisti simili ai navigatori nelle tempeste dell'oceano. Nel Tempio dell'Oracolo di Delfi è scolpita la scritta 'Nosce te ipsum', ovvero 'conosci te stesso'. Il probabile insegnamento di Socrate, la sintesi del suo teorema filosofico. Questo, Monica Bisogno lo sa bene. Non a caso, in alcune opere, cita la figura di Ipazia, donna di scienza e del libero pensiero, quale emblema di sapienza. La chiave della vita segreta non può che essere dentro di noi, nel processo del 'guardare' e del 'vedere'. E la conoscenza di noi stessi nel Sé superiore può condurci verso l'infinito del piano divino. Dal corpo alla mente, dalla mente allo spirito.

 

 

il recupero del mito classico: il mito di dafne

 

Sono numerosi i riferimenti classici che la Bisogno evoca nella titolazione delle sue opere. I miti sollecitano il suo estro creativo. Oltre alla già citata Ipazia, vengono menzionate figure come Perseo, Cassandra, Dafne. Quest'ultima, in particolare, secondo il racconto mitologico amata intensamente da Apollo e tramutata nel verde alloro di un'eterna gioventù, diviene un motivo ricorrente della produzione iconografica. Proprio la sua trasformazione in albero viene raccolta come momento assoluto in cui si compie un rito di passaggio da uno stato ad un altro. Un corpo votato ad una bellezza d'ineguagliabile perfezione perde l'umana connotazione anatomica per divenire pianta, elemento naturale immobile consegnato alla terra ma con la chioma rivolta al Cielo. Un mito che coinvolge, affascina e turba nell'interpretazione simbolica. Qui l'artista si sofferma nel centro del mistero. La nuova condizione di vita scaturisce come mirabile fiore che si apre all'immenso. Tutto appare leggero in naturale equilibrio armonico di forme e colori. L'incantesimo si compie. La meraviglia si trasfigura nel chiarore della somma luce che saluta la nuova creatura.

 

 

l'eterno movimento dell'energia dell'amore

 

Dante individua nella Scienza dell'Amore la forza che muove il Sole e le stelle. Nell'universo cosciente ogni particella atomica è movimento di vita in perenne comunicazione con la totalità. E' stato dimostrato dal fisico Alain Aspect che gli elettroni, ad esempio, sono in costante comunicazione fra loro indipendentemente dalla distanza. Ognuno di essi è informato della condizione degli altri. Una geometria perfetta che conduce vibrazioni, impulsi elettromagnetici ed unisce microcosmo con macrocosmo, nella totale assenza di separazione. Questo spiegherebbe l'evoluzione parallela delle specie viventi in aree non collegate fra loro. Le diverse nature, i miti, gli specchi e gli embrioni che la Bisogno continuamente richiama con ordine e metodo contengono questa forza nascosta che mantiene assieme tutte le cose creando campi coscienti di attrazione. Tutto segue un progetto, una Logica del Senso diretta ad un fine. La casualità non rientra nei parametri dell'architettura cosmica. Questo concetto di 'assemblaggio' universale è uno dei motivi ricorrenti nell'idea espressiva della Bisogno. Tutte le forme sono organizzate in sistemi comunicanti che manifestano in sé una cooperazione funzionale o, comunque, una simbiosi. Non vi è l'elemento disgiunto, asimmetrico o il corpo estraneo. L'insieme si autodetermina in una vita particolare che si riflette nell'universale. La Realtà delle Cose è un infinito gioco di specchi che si riverberano l'uno nell'altro, verso una comune direzione. Un'energia perenne che ci piace definire Amore nella sua accezione più alta. Essa contiene in sé – oltre la causa e l'effetto – il visibile e l'invisibile e non contempla per sua immutabile natura alcuna separazione. Quell'Amore che può essere compreso non dalla ragione della mente inferiore che tutto cataloga e divide, ma dal sacro fuoco del Cuore che con esso si fonde e compenetra. Nella vita lo avvertiamo come onda vibrazionale che anima tutti i corpi del nostro Essere, da quello di Luce fino all'ultima cellula del corpo grossolano. In quel preciso momento siamo allineati e tutto ha senso, forza, vita. Monica Bisogno ha voluto condurci in un lungo viaggio costellato da sospiri e stupori. Cosa siamo, poi, se non viaggiatori che hanno smarrito la destinazione e vagano nel buio, mai come in questa epoca. Abbiamo grandi mete ed ambizioni stellari. Ma forse, come insegna la Bisogno, dobbiamo solamente ritrovare la strada della vera vita non in luoghi lontanissimi ma dentro di noi per celebrarla nella gioia, giorno dopo giorno, fin quando ci sarà consentito.

 

 

 

in sottofondo:

... la storia di un uomo che guardando il cielo mentre pensa ad una persona che ama (per alcuni la sua donna, per altri egli si sta rivolgendo a Dio) si chiede da dove provenga la vita, e la storia stessa della Genesi del mondo ...

 

ECHOES - Pink Floyd

In alto l'alabastro sta immobile sospeso nell'aria,
E sotto nel profondo delle onde oscillanti, in labirinti di grotte coralline,
L’eco di un tempo remoto, giunge tremante attraverso la sabbia,
Ed ogni cosa è verde e sottomarina.

E nessuno ha mostrato noi alla terra,
E nessuno conosce i dove o i perché,
Ma qualcosa si agita e qualcosa ci prova,
Ed incomincia ad arrampicarsi verso la luce.

Estranei passano nella strada, per caso due diversi sguardi si incontrano,
Ed io sono te, e ciò che vedo sono io.
Ed io ti prenderò per mano, e ti conduco attraverso la terra,
E aiutami a capire meglio che posso.

E nessuno ci chiama per far passare,
E nessuno ci costringe ad abbassare gli occhi
E nessuno parla, e nessuno prova,
E nessuno vola intorno al sole.

Limpida, ogni giorno ricadi sotto i miei occhi nel momento in cui si svegliano,
Invitandomi ed incitandomi ad alzarmi.
Ed attraverso la finestra nel muro,
Arrivano ondeggiando in ali di luce solare, un milione di ambasciatori
splendenti del mattino.

E nessuno mi canta le ninnananne,
E nessuno mi fa chiudere gli occhi,
E allora spalanco le ampie finestre, e chiamo te, attraverso il cielo.

 
 

© Copyright 2012 GIANCARLO BONOMO. All rights reserved.